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Cherubino Coreno 02.08.2011

Lo scorso 2 agosto nella chiesa S. Margherita di Coreno Ausonio, a poco più di trecento anni dalla nascita, si è tenuto il primo concerto in onore di Cherubino Coreno (1706 – 1764) “Maestro di stromenti di fiato”  presso il Conservatorio di Santa Maria di Loreto a Napoli dal 1749 al 1762. L’esecuzione di alcune composizioni sue e di musicisti a lui contemporanei (Giuseppe Sammartini, Francesco Mancini, in conclusione anche un grazioso movimento di George Frideric Handel) è stata preceduta da un appassionante inquadramento storico preparato dal preside Nilo Cardillo.
 

Nell’ultimo anno il professore è stato l’artefice di un entusiasmante lavoro di ricerca bibliografica che lo ha portato alla riscoperta di alcune opere dimenticate dell’antico musicista corenese. Fortunatamente la rigorosa amministrazione delle istituzioni napoletane di quel tempo -quando regnava a Napoli l’illuminato Re Carlo Sebastiano di Borbone (1735-1759)-  teneva minuziosa traccia documentale di ogni cosa. Così il professore ha potuto accertare ad esempio che la domanda di iscrizione al Conservatorio era stata inizialmente inoltrata da Francesco Coreno, fratello maggiore di Cherubino, il quale da tempo si era già stabilito nella città partenope. Cherubino in effetti fu il penultimo di numerosi fratelli. Nacque in uno degli undici “casali” che componevano l’abitato di Coreno e che portavano il nome delle famiglie che vi risiedevano. Fu proprio il caseggiato dei “Coreno”, peraltro prossimo alla chiesa di S. Margherita dove il certificato di battesimo del Cherubino è tuttora conservato, quello che diede al comune di Coreno il nome con cui è conosciuto sino ai nostri giorni.
Napoli era all’epoca una città culturalmente vivissima, tra le più splendide del mondo occidentale, capitale di un territorio che si spingeva -con la cosiddetta “Terra di Lavoro”- fino a gran parte della Ciociaria e del basso Lazio.
Nel 1735, la chiave che aprì a Cherubino le porte dell’alta società e del florido ambiente musicale di Napoli, fu il matrimonio con Fortunata Piano, appartenente a una rinomata famiglia di musicisti. Così, il 30 dicembre 1748, essendo morto il maestro Don Paolo Pierro, i governatori del Conservatorio di Santa Maria di Loreto stimarono di “eliggere alla carica altra persona capace et idonea” e  dopo “matura riflessione” ravvisarono di aver identificato questa persona in Cherubino Coreno: “virtuoso di oboe, flauto traverso e flauto dolce, quale con sua lode si è fatto conoscere molto addottrinato nella musica“. L’atto di nomina prevedeva che il maestro, in cambio di 4 ducati al mese, insegnasse ogni mattina per 2 ore ai figlioli (per lo più orfani) destinati all’apprendimento di tali strumenti a fiato, con l’obbligo di “fare concerti, e anco fare qualche composizione di simphonia“. E’ stata proprio quest’ultima espressione a spingere Cardillo ad avventurarsi nella ricerca dei lavori musicali del Cherubino, portandolo alfine alla riscoperta della sola sua opera finora nota, pubblicata a Londra verosimilmente nell’anno 1750 con il titolo “Six Sonatas for two German Flutes or two violins with a thourough bass“.
 

Il flautista Tommaso Rossi, che si è esibito -con  l’ Ensemble Barocco di Napoli da lui fondato- nell’evocativo concerto della serata, ha osservato come la musica del Coreno sembra inserirsi a pieno titolo nella fase di passaggio dal primo Settecento allo stile classico del XVIII secolo inoltrato, definito “stile galante”. Essa sarebbe caratterizzata da “uno stile vivace, senza indulgere in impervie difficoltà tecniche, ma prediligendo una scrittura delicata e gradevole, specie negli adagi“. Rossi ha rilevato anche come il fatto che il Cherubino suonasse diversi strumenti fosse in linea con la cultura tipica dei musicisti del ’700, così come era tipico di quel periodo che gli strumentisti si cimentassero anche come compositori. Nondimeno l’essere pubblicati a Londra non era da tutti ed era il segno di una fama ulteriore che Cherubino poteva vantare. Londra rappresentava un mercato molto competitivo, uno dei pochi luoghi d’Europa dove la musica veniva stampata, cosa che ad esempio non avveniva a Napoli, da cui diffondevano solo manoscritti.
Al termine del concerto, che ha visto la partecipazione entusiasta di un pubblico che gremiva curioso ogni posto disponibile, la cerimonia si è spostata nei pressi del vicino caseggiato dove il musicista corenese è nato e vissuto sino a maturità.

Il sindaco Domenico Corte, alla presenza del sacerdote e delle altre persone intervenute, ha intitolato a Cherubino Coreno il nome di un suggestivo vicolo del paese e ha scoperto, in uno slargo dell’antico borgo, una targa di marmo in suo onore e ricordo.

 
Testo per gentile concessione da www.giuseppedisiena.it
 
 

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