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Il Sindaco di Coreno Domenico Corte, partecipa a Conferenza Stampa in Parlamento

Il sindaco di Coreno Ausonio, Domenico Corte, dopo aver partecipato alla Conferenza Internazionale di Parigi, in difesa dei diritti umani in Iran, nei giorni scorsi, è intervenuto anche in una conferenza stampa tenutasi in Parlamento a Montecitorio presso la Sala Mappamondo.
Il Sindaco Corte in Parlamento 2Il Sindaco Corte in Parlamento 2E’ stata la drammatica occasione per vedere l’agghiacciante video dell’attacco a Campo Ashraf dello scorso 8 aprile. Immagini raccapriccianti sulle crudeltà perpetrate ai danni di uomini e donne inermi e indifesi.I rappresentanti del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, promotori della conferenza stampa insieme ai parlamentari Carlo Ciccioli ed Elisabetta Zamparutti, copresidenti del Comitato Iran Libero, hanno mostrato alcuni documenti segreti sui recenti scontri. “Questi documenti ottenuti dall'interno del regime iraniano testimoniano come l'attacco al campo di Ashraf dello scorso 8 aprile sia stato effettuato con lo scopo di distruggerlo”.
E' quanto ha denunciato, mostrando alla platea una direttiva militare inviata da Baghdad alle truppe irachene, Abolghesem Rezaee, segretario del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (Cnri), che ha tra l’altro evidenziato come tuttora un terzo del campo dei Mujaheddin del Popolo (il principale movimento di opposizione armata a Teheran, di cui il Cnr e' il braccio politico) “sia occupato da militari iracheni e ci sono i segnali per un nuovo attacco”. Secondo il documento mostrato da Rezai, per l'attacco al campo sono stati dispiegati ”5 battaglioni, di cui uno meccanizzato e sono stati impiegati 2500 uomini. L'attacco è stato effettuato su ordine del premier iracheno Nuri al-Maliki, con la collaborazione del regime di Teheran e senza che il capo di Stato maggiore iracheno ne fosse a conoscenza - ha sottolineato Rezai, che ha mostrato anche un video inedito sugli scontri e ha chiesto all'Onu - di inviare una delegazione speciale per sorvegliare il campo”.
Sull'attacco, in cui sono morti 34 iraniani e 350 sono rimasti feriti, c’è stata anche la denuncia bipartisan di tutti i deputati intervenuti, che hanno fatto ''appello al ministro Frattini perché intervenga con urgenza per il rispetto della legalità' internazionale''. L'aspetto ''più grave - ha ricordato Elisabetta Zamparutti (Pd) – è che sono state attaccate persone disarmate e protette dalla Convenzione di Ginevra''. Mentre, secondo Souad Sbai (Pdl)  ''occorre andare oltre e denunciare il regime di Teheran che tiene in ostaggio un'intera popolazione''. Presente anche l’on. Isabella Rauti, consigliere regionale e presidente dell’ intergruppo creato in regione qualche settimana fa proprio a difesa dei diritti umani in Iran, che ha denunciato il perdurare del silenzio e dell’indifferenza da parte dei mezzi di informazione. Il sindaco di Coreno Ausonio, Domenico Corte, che ha mostrato i sei volumi contenenti gli appelli firmati dagli oltre 1.500 sindaci da lui rappresentati durante la Conferenza di Parigi, ha dichiarato che “occorre intervenire subito, ormai sono tantissimi gli appelli che da ogni parte del mondo sostengono la resistenza iraniana a difesa di Campo Ashraf. Purtroppo la situazione è gravissima e pertanto ognuno per il proprio ruolo istituzionale deve intraprendere qualsiasi tipo di iniziativa, quelle possibili e anche quelle impossibili per poter salvare anche una sola vita umana”. In effetti con la conferenza stampa, condotta dal Segretario dell’ Associazione “Iran Libero” Antonio Stango, si è chiesto a più voci “di intervenire in sede bilaterale e multilaterale perché sia disposto dalle autorità irachene un immediato cessate il fuoco e una adeguata assistenza medica ai feriti e perché siano ripristinate tutte le misure di protezione umanitaria che erano state promesse e, per un certo periodo, assicurate dalle forze della coalizione ai residenti di Campo Ashraf dopo l’intervento in Iraq”. Anche gli altri parlamentari intervenuti: Pagani, Misiti, Rao e Pezzotto hanno denunciato il silenzio e l’inerzia che avvolge questo grave fatto, ampiamente annunciato. Anche perché il segretario Rezai ha più volte affermato che “governo americano, Unione Europea e Nazioni Unite erano stati informati, nei cinque giorni antecedenti la strage, dei movimenti in corso. Nonostante le richieste del Rappresentante speciale delle Nazioni Unite in Iraq, Ad Melkert, e dell’Alto Rappresentante speciale dell’Unione europea, Catherine Asthon, ad oggi nessun osservatore internazionale ha potuto accedere al campo dei rifugiati ad Ashraf”. Il sindaco Domenico Corte al termine della conferenza stampa si è intrattenuto con i rappresentanti della Resistenza Iraniana per concordare altre iniziative da intraprendere nelle prossime settimane.

 

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